Come progettare il bagno
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COME PROGETTARE IL BAGNO DEI SOGNI

Lo  ammetto: non mi stanco mai di ammirare i bagni delle case farmhouse e country americane: ampi, bellissimi, luminosi, mi rilasso solo a guardarli. E poi immancabilmente penso che quei bagni sono grandi (almeno) quanto il mio soggiorno e che la sfida per noi comuni mortali è trarre ispirazione da quelle meraviglie lavorando su dimensioni decisamente più contenute riuscendo comunque a tirare fuori il nostro bagno ideale. Missione impossibile? Assolutamente no, a patto di sapere come fare. Scopriamo dunque come progettare il bagno dei nostri sogni con successo.

IL LAYOUT

Prima di tutto bisogna essere consapevoli del fatto che il bagno è a tutti gli effetti una stanza della casa, e quindi merita uno stile il più possibile coerente con il resto dell’abitazione, in modo che entrando non si abbia un’inopportuna sensazione di stacco (come ad esempio con un bagno country in una casa dal design moderno).   

Partiamo con il layout: che cosa non ci è piaciuto dei bagni avuti sino a oggi? Che cosa ci piace e che cosa ci serve? Vasca o doccia (o entrambe)? Lavandino singolo o doppio? Sanitari sospesi o a terra? Stile country, modern farmhouse o rustico?

E i colori: qual è la palette che preferiamo? Nella scelta, se non si è pratici si può seguire la regola base del 60-30-10 (60% nel colore principale, 30% nel colore secondario che si staccherà dal primo per creare profondità e 10% nel colore di contrasto, più vivace), ma ci sono anche soluzioni diverse con ottimi risultati estetici, come ad esempio il total white con rubinetteria e accessori neri, o ancora total white con un elemento o una parete in un colore deciso.

Chiarirsi le idee in fase di partenza (e magari fare una lista dei must have e dei nice to have) è davvero fondamentale perché gli elementi individuati come indispensabili influenzeranno il nostro progetto. Una buona idea è creare un moodboard con le foto dei bagni, degli elementi e dei colori che più ci piacciono, da lì iniziare a delineare mentalmente una prima bozza del progetto e provare poi a portarlo su carta. In questa prima fase non occorre definire le misure al millimetro, è un esercizio che ci serve per capire che impronta vogliamo dare al nostro bagno e se quello che abbiamo in mente ha un senso. Questo mi ha aiutato tantissimo quando ho ristrutturato il secondo bagno (e mi ha anche evitato di perdere un sacco di tempo).

DISPOSIZIONE DEGLI ELEMENTI, SCARICHI E PRESE

Definendo la prima bozza di layout si vede innanzitutto come posizionare il lavabo, i sanitari e la vasca e/o la doccia. Possono essere disposti in linea (tutti su un lato), ad angolo o in opposizione (distribuiti su due pareti opposte). Attenzione a tre cose: l’apertura della porta (che non vada a sbattere ad esempio contro il lavabo), l’apertura della finestra (soprattutto se in zona vasca/doccia) e che cosa si vedrà entrando: se possibile, meglio che il wc non sia il primo elemento su cui si posano gli occhi. 

A questo punto sarà anche evidente se gli scarichi esistenti, l’eventuale calorifero o lo scarico della lavatrice (se presente) possono essere lasciati dove sono o devono essere spostati: in questo caso è fondamentale consultare l’idraulico per verificare che le modifiche siano fattibili, soprattutto quelle del wc poiché potrebbero esserci dei vincoli a volte non conciliabili con i nostri desideri. Questo ci eviterà di perdere del tempo lavorando su un progetto non realizzabile.

Altro punto fondamentale: le prese di corrente. Bozza del progetto alla mano, dovremo capire quante ne servono: la quantità minima è 2 se è presente anche la lavatrice, ma potrebbero non bastare. Dato comunque che in bagno il posizionamento delle prese è fortemente condizionato dalle normative di sicurezza, è indispensabile un confronto con l’elettricista per essere sicuri che non ci sfugga nulla e per evitare di trovarsi a dover effettuare dei cambiamenti a lavori finiti (cosa impegnativa e costosa).

SCEGLIERE UN ELEMENTO DI SPICCO

Torniamo ora alla nostra moodboard e pensiamo a che cosa ci ha colpito di più nelle foto che abbiamo messo insieme: l’ampia doccia walk-in, la vasca freestanding, il mobile per il lavabo, un colore deciso? Qualsiasi sia, il pezzo forte deve essere uno, pena la perdita dell’effetto wow o, peggio ancora, una generale sensazione di pesantezza dell’ambiente. In questa fase è importante capire che cosa ci piace veramente ed è adatto alle nostre esigenze al di là della moda o dell’entusiasmo del momento: è vero che il bagno (quello principale almeno) è destinato ad accogliere anche gli ospiti e in qualche modo vogliamo che ci faccia fare bella figura (è comprensibile), ma è anche un ambiente che dobbiamo usare regolarmente e con frequenza… non ha davvero senso ritrovarsi con un bagno da showroom se non rispecchia le nostre necessità.

RIVESTIMENTI

Per le pareti ci sono diverse opzioni: piastrelle, boiserie, shiplap, resina, pietra, marmo, carta da parati (ovviamente del tipo resistente all’umidità)… non c’è una soluzione migliore in assoluto. La scelta dipende ovviamente dai gusti, ma anche da altri fattori, come ad esempio il tempo che eventualmente si avrebbe da dedicare alla cura di un rivestimento in legno o la presenza in casa di bambini: in questo caso lo shiplap, la boiserie o la carta da parati potrebbero non essere i più indicati… le piastrelle sono più facili da pulire e possono anche essere disinfettate – oltretutto oggi l’offerta è talmente ampia che è praticamente impossibile non trovare qualcosa di cui innamorarsi. Ricordiamo che per la doccia (se non è un blocco con cabina già pronta) la piastrellatura è fortemente consigliata, con un minimo di 2 m di altezza, mentre per la vasca e per il resto del bagno è sufficiente che il rivestimento arrivi a 1,20-1,40 m.

PAVIMENTAZIONE

Per quanto riguarda il pavimento persino io, che metterei il parquet anche in auto, arrivata al bagno mi sono dovuta arrendere. Ci sono effettivamente delle essenze utilizzabili in ambienti umidi (come ad esempio il teak o l’iroko), ma richiedono comunque cure e attenzione particolari: personalmente non li consiglierei. Piastrelle o resina, o eventualmente marmo, per me rimangono le scelte più indicate per ovvi motivi. Gli irriducibili del parquet si potranno comunque orientare su uno dei tanti modelli di pavimentazione in gres effetto legno: ce ne sono alcuni che alla vista sono praticamente indistinguibili dal vero parquet. Camminandoci sopra a piedi scalzi ovviamente la differenza si sente, ma a mio avviso è un buon compromesso. L’importante è fare la scelta giusta in funzione delle esigenze di vita quotidiana ricordandosi che, se i sanitari si possono eventualmente anche sostituire senza grandi interventi, cambiare i rivestimenti o il pavimento non è proprio una passeggiata.

SCELTA DEGLI ELEMENTI – ATTENZIONE ALLO SPAZIO

Al momento di scegliere i modelli di sanitari, vasca/doccia, rubinetti, mobili e accessori che caratterizzeranno il nostro bagno, un’idea utile è quella di avere più opzioni per ogni elemento, valutare gli abbinamenti e poi scremare trovando quelli che preferiamo. Adesso è il momento di prendere la nostra bozza e scendere nel dettaglio stabilendo la posizione precisa di ciascun pezzo: è consigliabile scaricare tutte le schede tecniche e prendere tutte le misure necessarie per verificare in primo luogo che ci sia sempre lo spazio necessario per muoversi senza problemi ed evitare di doversi esibire in un triplo carpiato ogni volta che ci si sposta dalla doccia al lavabo.

Una raccomandazione speciale va fatta per quanto riguarda i mobili contenitori: bellissimi quei bagni in cui si vede solo una consolle con lavabo, due asciugamani arrotolati e una candela sul ripiano in basso (il mio sogno – e sappiate che per ora rimane un sogno), ma sarà bene tenere presente tutto quello che da qualche parte dovrà pur trovare posto: stock di asciugamani, phon, cosmetici, prodotti per la pulizia… quindi se c’è lo spazio per una zona antibagno con dispensa siamo a cavallo, altrimenti si può pensare a un armadio a muro o a un mobile contenitore freestanding all’interno del bagno. Se però lo spazio è davvero poco sarà più saggio optare per un mobile per lavabo attrezzato, altrimenti si finirà per lasciare troppe cose in giro creando disordine e noi non vogliamo certo rovinare il frutto delle nostre fatiche, vero? 😉

ILLUMINAZIONE

Non so a voi, ma a me è capitato di entrare in bagni bellissimi che però, un volta accesa la luce, mi facevano pensare di essere finita in alcuni casi in un’astronave e in altri nella cella di un monastero…

Purtroppo l’illuminazione viene spesso sottovalutata, in realtà bisogna avere ben presente che se le luci giuste possono aggiungere fascino e carattere, quelle sbagliate possono rovinare anche il bagno più bello.

Ecco perché è importante pensarci sin dall’inizio del progetto. L’ideale è prevedere, se possibile, tre livelli di luci: a soffitto, sul lavabo e infine d’ambiente, magari dimmerabili, per creare un’atmosfera di relax quando serve. Importante prevedere anche la giusta quantità di interruttori nelle posizioni corrette. Un confronto con l’elettricista anche in questo caso è fondamentale: potrà senz’altro darci delle indicazioni utili.

PRONTI?

Progettare un bagno è senz’altro impegnativo, ma come abbiamo visto non impossibile: l’importante è prendersi il tempo che serve e non trascurare nessuno dei passaggi visti sopra: la buona riuscita è assicurata.

E voi, dovete ristrutturare il bagno o l’avete già fatto? Raccontatemi la vostra esperienza!

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